Informazione Scientifica Indipendente (COSIsiFA): e se contribuisse a valorizzare i Prodotti Maturi?

Informazione Scientifica Indipendente (COSIsiFA): e se contribuisse a valorizzare i Prodotti Maturi?

Il recente progetto COSIsiFA , lanciato dall’AIFA, ha l’obiettivo di offrire un’informazione biomedica indipendente rivolta agli operatori sanitari e ai pazienti. Questo progetto mira a fornire valutazioni aggiornate sugli studi clinici delle molecole, contribuendo così all’appropriatezza prescrittiva e all’aderenza terapeutica. L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre l’8-9% dei ricoveri ospedalieri causati dagli eventi avversi dei farmaci.

Diversi commenti sul progetto sono emersi su LinkedIn, ma resta da comprendere come gli Informatori Scientifici del Farmaco (ISF) vivranno l’entrata dell’Ente Regolatorio nel campo dell’informazione scientifica. Vedranno questo progetto come un nuovo modello competitivo, una fonte preziosa di dati sempre aggiornati, un’opportunità formativa o un supporto per una migliore comprensione dell’attività medica e del comportamento del paziente nel suo viaggio attraverso il farmaco? Un dibattito tra gli ISF potrebbe essere estremamente utile per approfondire queste prospettive.

Il contesto del progetto: la domanda di salute

Oggi, l’infodemia dei dati rischia di compromettere la chiarezza nella comunicazione biomedica. Un’offerta informativa strutturata, autorevole e certificata, è necessaria per affrontare questa sfida. La formazione continua, il monitoraggio dei dati provenienti dai social media e la digitalizzazione, insieme ai dati del Fascicolo Sanitario Elettronico, sono fondamentali per costruire una comunicazione chiara, rapida ed efficace, capace di raggiungere gli attori della salute in modo personalizzato.

Perché questa esigenza nasce proprio ora?

Le Nuove Generazioni di medici stanno gradualmente entrando nel mercato e trasformando il modello informativo. I destinatari dell’informazione scientifica stanno passando da una fase analogica a quella digitale, con progetti di gamificazione e l’uso dell’intelligenza artificiale (ne abbiamo parlato qui) . Inoltre, il ruolo del farmacista è in evoluzione: da una figura tradizionale dedicata agli acquisti e alla dispensazione dei farmaci, a un ruolo più clinico, che comprende la ricognizione e revisione dei protocolli terapeutici (Quotidiano Sanità ne ha parlato qui) . Anche la farmacia territoriale sta guadagnando rilevanza grazie alla gestione dell’aderenza terapeutica e a nuovi spazi prescrittivi per i pazienti cronici (qui un articolo su Sanità24), a febbraio ho  abbiamo approfondito il tema in questo articolo .

Parallelamente, i nuovi percorsi universitari per gli infermieri stanno ampliando le loro competenze, con la possibilità di prescrivere presidi medico-chirurgici (sul Sole 24 Ore l’articolo). L’alfabetizzazione sanitaria diventa quindi cruciale per consentire ai pazienti di comprendere le informazioni fornite da medici, farmacisti e infermieri e di utilizzare correttamente i farmaci, pianificando controlli per valutarne l’efficacia. Il coinvolgimento delle associazioni di pazienti nei programmi di real world evidence può migliorare il loro percorso di cura e contribuire a un allineamento più efficace con i processi regolatori (su Aboutpharma l’articolo).

L’AIFA, con il progetto COSIsiFA, punta quindi a supportare questi bisogni di informazione e comunicazione, ampliando la consapevolezza sia del personale sanitario sia degli utenti finali del farmaco.

Informazione scientifica e prodotti maturi

Spesso, l’attenzione degli ISF si concentra sui nuovi prodotti (ne abbiamo parlato qui), trascurando l’importanza dei mature brands. In molte interviste condotte con operatori sanitari, i prodotti maturi ricevono poco spazio.

Riportiamo  la tabella del Full Time Equivalent (FTE). In una economia di 4 prodotti da esporre durante una visita medica la percentuale di tempo da dedicare è quella riportata qui di seguito.

tabella del Full Time Equivalent (FTE)


Tuttavia, vi sono opportunità che possono emergere da questa categoria di farmaci, ad esempio quando passano dalla
Distribuzione Diretta ospedaliera alla Distribuzione per Conto territoriale.

Durante il convegno AboutPharma/Informatori.it, si è discusso come gli ISF non possano promuovere questi prodotti come i nuovi, a causa di considerazioni economiche legate al loro ciclo di vita. Tuttavia, le richieste di informazioni specifiche da parte del mercato continuano ad arrivare.

Il progetto COSIsiFA potrebbe colmare queste lacune informative, offrendo un portale e un’app che trattano argomenti come la gestione della cronicità, la continuità terapeutica e la gestione delle carenze di farmaci. I mature brands potrebbero quindi trovare nuova collocazione in queste tematiche, arricchendo il bagaglio informativo dell’ISF.

E l’ISF, cosa può fare?

La rete degli Informatori Scientifici potrebbe contribuire a una migliore comunicazione sul trattamento delle cronicità, includendo i mature brands nel discorso terapeutico. Chi è interessato può consultare i dati regionali del progetto “Passi” pubblicato su Epicentro dell’ISS, per valutare le opportunità di mercato legate alla presenza di patologie croniche nelle varie regioni e razionalizzare la loro comunicazione, fruttando quel 5% dell’azione ricordo in modo più mirato e forse anche più produttivo.

Autore: Roberto Adrower

External lecture di Marketing e Tecniche di Accesso al Mercato Farmaceutico, Processi comunicativi in medicina, presso la Facoltà di Farmacia e Medicina dell'Università La Sapienza di Roma. È stato consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Marketing Farmaceutico. Ha ricoperto posizioni di responsabilità nell’organizzazione di numerose società farmaceutiche, sia italiane che multinazionali, in differenti funzioni di Marketing, Supply chain, Affari regolatori.

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