ISF – I silenzi dello Stato e le risposte (digitali) per evitare il caos negli studi medici

ISF – I silenzi dello Stato e le risposte (digitali) per evitare il caos negli studi medici

Uno sguardo al mondo di app e programmi per aiutare gli informatori nella loro attività: ecco cosa abbiamo trovato

Il Governo non ha aperto bocca. Nessun cenno, zero segnali, neanche una proposta. Il Mes, il dibattito politico, lo scontro sul referendum e le questioni tecniche legate ai vari decreti non permettono al Parlamento di trovare spazio per tutto. E questo tutto, sempre, è un universo che condiziona (e dovrebbe regolare) la vita di migliaia e milioni di persone. Se in uno dei capitoli di questo “tutto” finisce però qualcosa che, parola dei medici, è fondamentale per il mondo sanitario, quella che può apparire come una dimenticanza si tramuta in una colpa grave. Premessa per dire che, in pratica, la questione dell’informazione scientifica del farmaco è ancora appesa al palo con una intera categoria in balìa di ordinanze regionali emanate a macchia di leopardo in mezza Italia mentre l’altra metà non sa, non si interessa, non affronta la questione sul piano pratico e, neanche a dirlo, su quello istituzionale.
Intanto, almeno sul fronte privato, qualcuno si organizza.

Gli studi medici.

Il tema, per essere pratici, è semplice: gli Isf stanno cercando di ricostruire una rete organizzativa che gli consenta, semplicemente, di fare il loro lavoro: incontrare il personale sanitario negli studi privati, nelle strutture pubbliche e nelle farmacie. E qualcuno, dopo che da diversi fronti i medici hanno confermato che vogliono poter contare su questo supporto fondamentale, anche e soprattutto in questo periodo di emergenza (qui e qui un paio di articoli in cui abbiamo affrontato la questione), ha cercato di interpretare questa esigenza offrendo anche delle risposte.

I “sistemi”

Ovviamente ci viene in aiuto la tecnologia. E non manca, come sempre, l’iniziativa di qualche privato che cerca di supportare anche questa parte di mondo dimenticata (sì, bisogna ripeterlo) dalle istituzioni.

Dalla Puglia un’agenda digitale.

Dalle parti di Bari hanno capito da tempo che la gestione delle sale d’attesa è cosa importante e se questo concetto si applica anche alle necessità dell’informazione medico scientifica, la cosa può tornare utile a tutti: a chi lavora, tra personale sanitario e Isf e agli stessi pazienti.

E così la società Pubblicam ha messo in piedi il sistema “studiomedicoinlinea.it”. “L’organizzazione del mondo sanitario – spiega Cesare Console di Pubblicam Srl – è cambiata molto soprattutto nell’ambito del lavoro dei medici di base e di tutti gli operatori che girano intorno a questa figura come il paziente e l’informatore.

Con il nostro portale studiomedicoinlinea.it, in una prima fase (attiva ancora in alcuni comuni) abbiamo reso possibile la coesione tra un sistema di prenotazione interno allo studio del medico, con uno aperto all’esterno su cui si possono interfacciare in primis gli informatori e successivamente anche i pazienti prenotandosi in autonomia dal proprio medico, in alcuni casi effettuando anche un piccolo triage automatico.

Grazie al portale Studiomedicoinlinea.it – prosegue Console – anche se, per ora, solo in pochi comuni della Puglia, l’informatore ha potuto ricominciare a visitare i medici di base anche se con maggiori restrizioni (non dipendenti dal mortale ma dal medico e dalla situazione più in generale). Inoltre ha continuato ad avere quella sua libertà organizzativa visto che il sito consente di prenotarsi dai medici senza dover interfacciarsi con loro o con le loro segretarie per il consulto delle famosissime vecchie agende cartacee”.

I costi? Quelli di Pubblicam non usano mezzi termini “meno di un caffè al giorno” per i medici che sono gli “unici a pagare un canone per usufruire della nostra agenda”. E così, una volta attivata l’agenda per gli informatori è sufficiente la registrazione per prenotarsi. Sul piano tecnico, l’offerta risulta essere modulare, il servizio base necessita anche solo di un cellulare, se il medico vuole invece approfittare delle funzionalità messe a sua disposizione dovrà munirsi anche di uno o più monitor e un totem in sala d’attesa.
Ad informatore e paziente sarà invece sufficiente un semplice smartphone.

L’app è disponibile sugli store o accedere direttamente al portale studiomedicoinlinea. Importante, per gli informatori, che nella zona di loro interesse siano ovviamente registrati i medici “ma – assicurano dalla società – stiamo cercando la collaborazione di alcuni Isf che hanno apprezzato molto il nostro progetto e che lo stanno sponsorizzando presso gli studi medici”.

Se attualmente il numero di iscritti nelle province di Bari e Taranto è pari a circa 100 medici e 350 informatori, va sottolineato che questi ultimi non devono prevedere alcun costo per usufruire del sistema”.

 

Autore: Daniele Vicario



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