Etica e Business nel mondo degli Informatori: una riflessione necessaria

Etica e Business nel mondo degli Informatori: una riflessione necessaria

L’ambiente dei professionisti dell’informazione scientifica è un mondo complesso, caratterizzato da una molteplicità di attori e da una tensione costante tra etica e fatturato. Abbiamo provato a scattare una fotografia della situazione nel corso di un intervento tenutosi all’Università Sapienza di Roma, presso le Facoltà di Farmacia e Medicina, che ha visto anche la partecipazione di Informatori.it.

L’obiettivo dell’incontro  è stato quello di esplorare le dinamiche tra informatori, aziende e medici, confrontandoci con docenti e studenti per cercare di far emergere gli aspetti più rilevanti ma anche quelli più controversi.

All’incontro, che ha visto un’elevata partecipazione di studenti, sia del Corso di Laurea in Scienze farmaceutiche Applicate (SFA) che CTF, hanno preso parte le dottoresse Jessica Cogliano, Valentina Confessore, Ludovica Fringuello e Petra Tulli, laureate al corso di laurea SFA. La loro preziosa testimonianza in rapporto all’aspetto etico nelle relazioni con i loro interlocutori, è stata utilissima ai neo-studenti per comprendere le dinamiche lavorative del day by day

Organizzatori dell’incontro sono stati Pietro Matricardi, Presidente del corso di laurea SFA, e Roberto Adrower, External lecture di Marketing e Tecniche di Accesso al Mercato Farmaceutico, ai quali va il nostro ringraziamento. Nella giornata è intervenuta anche la Proff.ssa Mariangela Biava Vicepreside della Facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza.

Il Codice Deontologico di Farmindustria

Sullo sfondo dello scenario italiano vi è il Codice Deontologico di Farmindustria, un pilastro fondamentale per le aziende farmaceutiche che vi aderiscono. Non si tratta di un insieme di normative ma, come suggerisce il termine stesso, di un codice di comportamento, contenente le linee guida per svolgere un’ottima informazione scientifica, nel rispetto dei principi etici condivisi.

Tra i principi fondamentali vi è la trasparenza nelle relazioni con gli operatori sanitari, l’accuratezza e l’integrità delle informazioni fornite e il rispetto dei diritti dei pazienti.

Regolamentazioni Italiane in Materia di Etica Farmaceutica

Oltre al Codice Deontologico di Farmindustria, le aziende farmaceutiche in Italia sono soggette alla legge 219 del 2006, nota anche come Testo Unico sul Farmaco. Questa legge stabilisce i requisiti e le responsabilità degli informatori scientifici del farmaco, garantendo che essi operino nel rispetto dei principi etici e delle normative vigenti.

In base a quanto stabilito, gli informatori scientifici del farmaco hanno il compito di fornire informazioni accurate e trasparenti agli operatori sanitari, rispettando le disposizioni del Codice Deontologico e della legge italiana. In particolare, sono chiamati ad evitare affermazioni esagerate o fuorvianti e assicurarsi che le pratiche di promozione e marketing siano conformi alle regolamentazioni locali.

Uno sguardo sulla situazione reale

Una recente survey di Informatori.it ha rivelato che il 30% dei candidati al ruolo di Informatore Scientifico ha valutato negativamente le aziende incontrate, segnalando una percezione di scarsa serietà ed eticità. Andando dunque ad indagare la realtà dei fatti, emergono le prime discrepanze. Ma non si tratta di un malcontento a senso unico.

L’interazione tra informatori ed aziende sembra essere caratterizzata da una reciproca sfiducia: le aziende ritengono gli Informatori eccessivamente attenti al ritorno economico, mentre gli informatori lamentano compensi inadeguati e mancanza di professionalità nelle aziende.

Questo genera un circolo vizioso che mina la fiducia reciproca ma mette anche profondamente in discussione l’affidabilità degli attori coinvolti ad un occhio esterno, come abbiamo già affrontato nel nostro editoriale I pregiudizi più comuni sugli Informatori Scientifici.

Il Ruolo dei Medici: Qualità vs. Quantità

Da un lato della bilancia troviamo le aziende, che spingono per il raggiungimento di obiettivi quantitativi legati al fatturato. Dall’altro lato, ci sono i medici, i veri custodi dell’etica nel settore sanitario, che richiedono a gran voce informatori preparati e non meri venditori.

È importante sottolineare che, per i medici, la qualità delle interazioni è prioritaria rispetto alla quantità, evidenziando un conflitto in rapporto agli obiettivi delle aziende.

A confermarlo è la stessa FIMMG nelle parole del dott. Domenico Crisarà, vicesegretario nazionale della Federazione Italiana dei Medici di Famiglia che abbiamo intervistato lo scorso anno: “il rapporto tra medico e Informatore non è un rapporto di tipo commerciale ma è basato sulla formazione farmacologica. Per questo non può mancare il rapporto umano per poter costruire una relazione di fiducia reciproca.”

L’Etica come Nord della Bussola

Analizzando i punti di vista di aziende, informatori e medici, siamo realmente di fronte a uno scenario discordante? A prima vista gli obiettivi di ciascuno sembrano differenti: le aziende puntano alle vendite, gli informatori a veder valorizzare il loro ruolo da un punto di vista economico e di competenze, i  medici richiedono interazioni non orientate alle logiche di business.

Tuttavia, sebbene lo sguardo di queste tre parti si rivolga in direzioni diverse, tutte si aspettano di trovarsi a collaborare con un interlocutori in possesso di specifica qualità: l’eticità.

Le società ricercano Informatori affidabili, i professionisti aziende serie, i medici interlocutori professionali.

Dunque, esiste effettivamente un terreno comune, un perno centrale, un nord della bussola valido per tutti gli attori coinvolti.  In un ambiente in cui le pressioni economiche e commerciali sono per forza di cose presenti, è fondamentale che tutti mantengano l’etica al centro delle proprie azioni e decisioni. Solo così si potrà garantire un equilibrio sostenibile.

Autore: Cristina Musumeci



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