Esclusiva di Zona: la guida completa

Esclusiva di Zona: la guida completa

L’esclusiva di zona rappresenta un elemento cruciale all’interno dei mandati di agenzia, sottolineato sia dagli Accordi Economici Collettivi che dal Codice Civile.

Questa clausola, essenziale per l’adempimento degli obblighi dell’agente e dell’azienda mandante, è oggetto di attenta analisi e regolamentazione. Esploreremo le disposizioni degli Accordi Economici Collettivi e del Codice Civile relativamente alla clausola di esclusiva, scoprendo come viene interpretata e quali sono le sue implicazioni nel contesto dei rapporti commerciali.

Questo è il primo di due articoli sull’argomento, dove approfondiremo ulteriormente le dinamiche e le modalità di applicazione della clausola di esclusiva nei contratti di agenzia.

Cosa prevedono gli Accordi Economici Collettivi?

Particolare attenzione è rivolta all’esclusiva sia dagli Accordi Economici Collettivi sia dal Codice civile all’art. 1743.

Entrambe le disposizioni sottolineano l’importanza di tale clausola contenuta all’interno del mandato in quanto essa è ritenuta fondamentale sia ai fini dello svolgimento dell’obbligazione di fare (da parte dell’Informatore) sia quale onere in capo alla Casa Mandante che la inserisce.

L’art. 2 dell’A.E.C. (I-I-III comma) Industria 2014 rubricato Zona ed esclusiva, dispone quanto segue:

Ferma restando la possibilità di diverse intese tra le parti, di norma la ditta non può valersi contemporaneamente nella stessa zona e per lo stesso ramo di commercio di più agenti o rappresentanti, né l’agente o rappresentante può assumere l’incarico di trattarvi gli affari di più ditte che siano in concorrenza fra di loro. 

Il divieto di cui sopra non si estende, salvo patto di esclusiva per una sola ditta, all’assunzione, da parte dell’agente o rappresentante, dell’incarico di trattare gli affari di più ditte non in concorrenza tra di loro. Nel caso in cui l’agente o rappresentante non sia vincolato dal patto di esclusiva per una sola ditta, egli resta libero di assumere altri incarichi per ditte non in concorrenza.

Chiaramente in questi casi si parla della clausola di esclusiva sia con riferimento agli Informatori monomandatari che a quelli plurimandatari.

Cosa prevede il Codice civile?

L’art 1743 cc. Rubricato “Diritto di esclusiva” dispone che: il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e pe lo stesso ramo di attività ne’ l’agente può assumere l’incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro. 

Tale clausola, inserita nel contratto, costituisce elemento naturale dello stesso e, sebbene costituisca un vincolo per entrambe le parti(ma anche per una sola),può essere oggetto di deroga ad opera di uno o entrambi i soggetti dell’obbligazione.

Il potere di derogare alla clausola di esclusiva è possibile esercitarlo in via unilaterale, in via bilaterale, tacitamente, espressamente, mediante facta concludentia,in qualunque modo dal quale sia possibile desumere la volontà delle parti.

Ecco perché non si parla di inderogabilità in senso stretto di tale clausola, dal momento che facilmente e validamente può formare oggetto di modifica; il legislatore non pone limiti precisi o modalità specifiche per attuare la volontà di derogare; chiaramente chiede di essere espliciti nella comunicazione per evitare che ci si possa trovare dinanzi a equivoci derivanti da un errato palesamento di quel comportamento.

Mi preme evidenziare che la manifestazione volta a derogare alla clausola di esclusiva e la conseguente possibilità in capo a Casa mandante di inserire “più agenti nella medesima zona” prevede la non corresponsione delle provvigioni all’agente per gli ordini effettuati da Casa Mandante, così come l’esclusione per le provvigioni “indirette“.

Attenzione, dunque alle clausole inserire nel contatto e alla loro facoltà di essere derogate.

Nel prossimo articolo, la seconda e ultima parte della nostra guida completa, esploreremo in dettaglio le implicazioni pratiche della violazione dell’obbligo di esclusiva, analizzando i casi di violazione ad opera del preponente e dell’Informatore. Scopriremo le sanzioni applicabili e se la violazione dell’esclusiva può costituire una giusta causa di recesso.

Autore: Avv. Maria Rosaria Pace

Avv. Maria Rosaria Pace

Maria Rosaria Pace si laurea all’Università degli Studi di Salerno con una tesi in diritto penale societario. L’attività legale inizia nel 2010: subito dopo la laurea inizia la collaborazione per apprendere la materia del diritto del lavoro in tutte le sfaccettature. Oltre a vari contributi su Diritto24 de il Sole 24 ore, GIUFFRE', ha scritto il manuale “A tutela degli agenti di commercio”; e' Direttore scientifico della rivista "FARMACI & MANAGEMENT", legale della Confesercenti/Fiarc di Napoli, Relatrice al PHARMEXPO'; ha collaborato con FEDAIISF in qualità di legale degli informatori scientifici del farmaco e attualmente segue altre associazioni di isf.

http://www.avvocatoagentidicommercio.com/

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