CCNL Chimico Farmaceutico: è obbligatorio per gli Informatori?

CCNL Chimico Farmaceutico: è obbligatorio per gli Informatori?

A volte capita che i datori di lavoro propongano l’applicazione agli informatori scientifici del farmaco di un CCNL differente rispetto a quello del settore chimico-farmaceutico.

Tale applicazione è legittima? Sul punto è necessario fare chiarezza.

CCNL, di cosa si tratta?

Innanzitutto si ricorda che il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (c.d. CCNL) è una fonte normativa attraverso la quale le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, per ciascun settore, definiscono un trattamento economico e normativo migliorativo rispetto a quello fissato dalla legge e non derogabile da parte del contratto individuale di lavoro.

Il CCNL, dunque, ha notevole rilevanza posto che le clausole dello stesso si sostituiscono automaticamente a quelle del contratto individuale (salvo solamente il caso in cui quest’ultime non contengano condizioni più favorevoli”).

Che efficacia ha il CCNL?

Mentre la legge ha efficacia generale, il contratto collettivo ha un’efficacia limitata ai soli iscritti alle associazioni sindacali stipulanti.

Consolidata giurisprudenza, però, si è espressa ritenendo equivalente all’iscrizione sindacale, l’applicazione da parte del datore di lavoro della disciplina del contratto collettivo, considerando totalmente irrilevante l’iscrizione sindacale del singolo lavoratore.

Chi decide il CCNL da applicare al rapporto di lavoro?

La giurisprudenza ha in plurime occasioni chiarito che non sussiste in capo al lavoratore il diritto all’applicazione di un determinato contratto collettivo, alla cui applicazione il datore di lavoro non sia vincolato dall’appartenenza sindacale, in ragione della sua affinità con il settore dell’attività svolta.

Sul punto, è stato ribadito in più occasioni dalla giurisprudenza, sia di legittimità che di merito, che “in base al c.d. principio volontaristico è legittima l’applicazione di un CCNL di un settore non corrispondente a quello dell’attività svolta” e “non sussiste in capo al lavoratore alcun diritto all’applicazione di un determinato contratto collettivo” (ex multis Corte d’Appello di Venezia, Sez. Lavoro, sent. n. 318/2023).

Ne consegue che il datore di lavoro risulta l’unico soggetto titolato a decidere il CCNL da applicare a tutti i propri dipendenti.

Che tutele ha il lavoratore nel caso di applicazione di un CCNL appartenente ad un settore non corrispondente a quello dell’attività svolta? 

Tanto detto, pur non sussistendo in capo al lavoratore alcun diritto all’applicazione di un determinato contratto collettivo, “il lavoratore può invocare l’applicazione di una intesa diversa (ai limitati fini del c.d. minimo costituzionale) solo richiamandola come termine di riferimento ex art. 36 Cost., deducendo la mancata conformità al precetto costituzionale del trattamento economico previsto dal CCNL applicato al rapporto” (Corte d’Appello di Venezia, Sez. Lavoro, sent. n. 318/2023). 

Ciò posto, si evidenzia che è comunque coerente con l’attuale assetto normativo il fatto che, in assenza di un salario minimo legale, CCNL di diverse aree merceologiche possano individuare una diversa retribuzione minima comunque legittima ex art. 36 Cost.: tali differenze non fondano, per ciò solo, il diritto del lavoratore all’applicazione di un diverso CCNL, quantunque maggiormente rispondente all’attività in concreto svolta, con retribuzione minima più elevata.

La garanzia dell’art. 36 Cost., del resto, va letta non con riferimento ai singoli elementi retributivi ma con riferimento al trattamento complessivo, prendendo tuttavia a riferimento solo gli istituti che costituiscono, come detto, il c.d. minimo costituzionale, con esclusione degli emolumenti retributivi legati all’autonomia contrattuale, come ad esempio la quattordicesima mensilità.

In conclusione che CCNL si applica agli Informatori?

In definitiva, al rapporto di lavoro degli informatori si applica il CCNL stipulato dal sindacato datoriale di appartenenza del datore di lavoro o, in mancanza di iscrizione ad un sindacato da parte dello stesso, quello individuato dal medesimo datore di lavoro e indicato nel contratto.

L’informatore scientifico, dunque, non ha la possibilità di pretendere l’applicazione nei suoi confronti del contratto collettivo dell’industria chimico-farmaceutica.

Nel caso in cui, però, l’applicazione di un CCNL diverso da quello chimico-farmaceutico determini il riconoscimento di un compenso inferiore al minimo contrattuale stabilito dal CCNL proprio del settore di appartenenza del datore di lavoro, l’informatore potrà agire giudizialmente per chiedere l’adeguamento della propria retribuzione.

Autore: Studio Legale Lupi e Associati



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