Francesco Lupinacci — mio suocero, e prima ancora il fondatore di questo sito, è morto questa notte alle 5.45. Era ricoverato da alcune settimane. Non esiste ancora un necrologio ufficiale: la notizia è stata diffusa dai familiari e questo articolo non vuole sostituirlo.
È il grazie che avrei voluto dirgli mentre poteva ancora sentirlo, e che ora dico comunque, a chi lo ha conosciuto attraverso il suo lavoro.
Ha passato 23 anni a fare l’informatore scientifico del farmaco in due multinazionali, convinto — mi ha sempre detto — «di essere partito dall’alto», con una conoscenza ampia di farmacologia e aree terapeutiche. Poi, con internet ancora agli albori, ha lasciato tutto per costruire un sito.
Il presidente regionale FIMMG dell’epoca, Pasquale Gallucci, suo amico, saputo quanto guadagnava da dipendente gli disse, affettuosamente: «Tu sei pazzo». Francesco sorrise. Fu, racconta lui stesso, «di grande stimolo»: nel giro di pochi anni raddoppiò le entrate.
Vent’anni di visite prima del clic
Calabrese, laurea in Scienze Biologiche all’Università di Messina nel giugno 1981. Prova prima l’insegnamento — scienze e chimica, cattedra di ruolo al liceo classico salesiano di Soverato — ma lo lascia dopo pochi mesi «per sposare l’amore della mia vita»: mia suocera. Lo definirà comunque, anni dopo, l’esperienza professionale «più interessante e divertente», il filo conduttore di tutto quello che farà in seguito.
Seguono 23 anni sul campo come ISF. È lì che maturano i dubbi che lo spingeranno altrove: alcuni aspetti della divulgazione del farmaco gli lasciano, dice, «domande senza risposte credibili». Decide di dedicarsi a un’informazione pubblica di servizio sui farmaci e sui progressi della medicina, tramite lo strumento più nuovo che ha a disposizione: internet.
Il primo informatico prestato alla medicina
I primi rudimenti di MS-DOS li impara dal dott. Antonio Gerace, presidente regionale emerito SIMG Calabria — di cui scrive «mi onoro di essere amico». Da lì, Windows 95 e tutto quello che segue. Costruisce e cura i siti delle associazioni mediche locali — FIMMG, SIMG, OMCeO — e forma medici di famiglia e ospedalieri all’uso del computer, arrivando a fare assistenza a domicilio, in emergenza, sui software di ricettazione SSN.
Approfondisce anche la sicurezza informatica, materia che gli insegna qualcosa di persino aneddotico: di fronte a un ransomware in bitcoin non paga il riscatto, ripulisce il PC a mano senza formattare, e da allora lo tiene «imbalsamato tra i miei trofei».
Da sito personale a secondo portale sanitario in Italia
In pochi anni diventa il punto di riferimento per l’aggiornamento scientifico e professionale di quasi tutti gli informatori del farmaco italiani. Secondo i dati che cita (fonte Alexa), www.informatori.it arriva a essere il secondo sito sanitario in Italia, alle spalle di quotidianosanita.it. Offre gratuitamente consulenze normative basate sulla legge 219/2006 e viene iscritto negli elenchi speciali dell’Ordine dei giornalisti.
Pubblica tre libri. Il primo — di fatto la prima guida mai pubblicata sull’esercizio della professione di informatore del farmaco — viene richiesto dalle biblioteche di tredici facoltà con corsi di laurea in ISF. Fa cinque anni di docenza informatica regionale per i medici di famiglia con FIMMG, due anni di docenza per le lauree sanitarie con l’Università Magna Graecia e tiene seminari sull’informazione del farmaco a Camerino e Palermo.
Un sito donato, non solo costruito
A un certo punto separa l’attività d’impresa — come Operatore della Comunicazione Farmacologica — da quella di utilità sociale: dona quasi tutto il sito all’Associazione Culturale e di Volontariato “Informazione e Salute”, di cui resta presidente e unico sponsor. La Regione Calabria la registra tra le Onlus di diritto: unica nel suo genere in Italia. Nel 2013, con alcuni amici, fonda anche l’Associazione Nazionale “Etica e Salute”, rivolta soprattutto a dirigenti medici ospedalieri e universitari.
Un’eredità soprattutto morale
Nella sua pagina biografica, che ha scritto lui stesso, dice così del passaggio a chi ha continuato il progetto: «Ho avuto la fortuna di trovare un grande erede nel mio genero, Vittorio Cassisi, coniuge di una mia figlia, entrambi con grandissima preparazione tecnica e culturale sul settore e un grande patrimonio etico».
Sono io, quel genero. E se devo essere onesto, l’eredità più grande non è il sito. È aver visto un uomo mettere vent’anni da informatore farmaceutico al servizio gratuito di una categoria che allora non aveva nessuno che la ascoltasse — e non essersene mai pentito.
Chiude la sua biografia con un lungo passo di Edith Stein sui limiti dell’intelletto e sull’umiltà di chi mette il proprio sapere al servizio degli altri — «come il falegname la mano e la pialla». Conoscendolo, non è un caso che l’abbia scelto lui.
Grazie, Francesco.






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