Esperienze da incubo: quando l’Area Manager è un problema

Esperienze da incubo: quando l’Area Manager è un problema

Prosegue la nostra rubrica “Esperienze da Incubo” dove diamo voce agli Informatori Scientifici che si sono misurati con realtà al limite della professionalità. Dopo aver raccontato e celebrato “Il Bello di Essere Isf”, spostiamo lo sguardo sugli aspetti più oscuri del mercato del lavoro.

Oggi, condividiamo con voi la testimonianza di un Informatore che ha vissuto un contesto professionale caratterizzato da sfiducia e pressioni psicologiche da parte di un Area Manager di una nota azienda nutraceutica.

Ricordiamo che per chi volesse raccontare la propria esperienza in forma completamente anonima può farlo qui: https://ogenpe4gyz5.typeform.com/to/rwV2YPjr

Un clima ostile fin dal primo momento

“Buongiorno, sono entrato nell’azienda in questione nel Maggio 2022. Fin da subito ho percepito e provato l’ostilità della persona preposta come Area Manager.”

L’esperienza inizia fin dai primi giorni di lavoro con un clima poco accogliente e un rapporto teso con l’Area Manager. Questa figura dovrebbe, al contrario, agevolare il processo di onboarding al fine di poter garantire, anche nell’interesse dell’azienda stessa, le condizioni corrette affinché i nuovi colleghi possano operare al meglio delle proprie capacità.

Un obiettivo ambizioso e uno sguardo di sfiducia

“Inizio 2023 mi comunica che l’obiettivo dell’anno è aumentare il fatturato di zona di 70.000 euro. Mi guarda con l’aria di quello che pensa che non ci riuscirò mai.”

Nonostante la sfiducia mostrata dall’Area Manager, l’Informatore si impegna al massimo per raggiungere l’obiettivo prefissato.

È necessario sottolineare che, un simile approccio di sfida può portare a diversi risultati, a seconda di chi ci si trova di fronte e delle condizioni di partenza. In questo caso, partiamo da un clima compromesso, caratterizzato da ostilità, stando a quanto percepito dall’Informatore.

Dunque, non si tratta di una sfida “sana”, volta a tirare fuori il meglio dal singolo e a motivarlo con obiettivi ambiziosi, ma di una vera e propria provocazione che mira a esplicitare la sfiducia che nutre il manager verso le capacità dell’Informatore o addirittura a metterlo in una condizione volutamente sfavorevole.

Un successo inaspettato con un risvolto inatteso

“I dati di agosto rilevano una crescita di 93.000 euro.”

Contrariamente alle aspettative dell’Area Manager, l’Informatore supera brillantemente l’obiettivo, dimostrando le sue capacità e il suo valore. Tuttavia, il suo successo non viene riconosciuto, anzi, arriva una decisione inaspettata.

“Ad ottobre ricevo la revoca del mandato.”

L’Informatore non solo non viene valorizzato per gli obiettivi raggiunti ma viene addirittura licenziato senza una apparente giusta causa. Un epilogo amaro che sembra confermare le iniziali impressioni avute.

La testimonianza dell’Informatore evidenzia la presenza di un clima decisamente inadatto se l’obiettivo dell’azienda è quello di ottenere soddisfazioni professionali, le quali per forza di cose passano dalle persone che ne fanno parte.

L’Area Manager ha adottato un atteggiamento demotivante nei confronti della risorsa che era chiamato a “coltivare” e valorizzare, creando un ambiente lavorativo non piacevole.

Una visione soggettiva ma su cui riflettere

Ribadiamo che, come per tutte le testimonianze precedenti, riceviamo e pubblichiamo unicamente la versione fornita da chi ci scrive, dunque, dagli Informatori. Non siamo a conoscenza del quadro completo, né delle effettive motivazioni che hanno portato l’azienda a revocare il mandato a fronte di un importante risultato commerciale.

L’obiettivo di questa rubrica è quello di agevolare il dialogo tra aziende e Informatori, andando oltre alla singola testimonianza per rivelare una serie di schemi comportamentali che, grazie al confronto costante con i professionisti del settore, emergono e ritornano nelle esperienze di molti.

Casi come questo dimostrano quanto sia importante per le aziende creare un ambiente lavorativo sano e rispettoso, dove tutti i collaboratori si sentano valorizzati e supportati. Le figure manageriali devono, ormai necessariamente, essere in possesso di solide capacità per gestire persone, a partire dagli aspetti emotivi e di cura verso il collaboratore in qualità, appunto, di persona, la quale deve sentirsi coinvolta, valorizzata e motivata per potersi esprimere al meglio. Il tutto, anche negli interessi del business.

Vuoi raccontare la tua esperienza?

Se hai vissuto una situazione simile o vuoi condividere la tua storia, puoi raccontarla in forma completamente anonima compilando il nostro form: https://ogenpe4gyz5.typeform.com/to/rwV2YPjr

Autore: Cristina Musumeci



I commenti a questo articolo sono chiusi

L'Intelligenza Artificiale nell'Informazione Scientifica: opportunità o minaccia?
I diversi ruoli nell’Industria Farmaceutica

Articoli correlati