Il bello di essere un Informatore Scientifico

Il bello di essere un Informatore Scientifico

Nell’ultimo periodo si sono accesi i riflettori sul mondo farmaceutico: scandali, polemiche, dibattiti, hanno coinvolto non solo le aziende ma anche alcune particolari categorie professionali, non ultima quella degli Informatori Scientifici. A fine maggio, Informatori.it ha deciso di dar voce proprio agli Informatori, lanciando l’iniziativa Il Bello di Essre ISF per cercare di far emergere gli aspetti positivi della professione, proprio grazie alle vostre testimonianze.

Abbiamo cercato di accorciare le distanze, lasciando la parola ai diretti interessati che meglio di chiunque altro hanno saputo spiegare in maniera magistrale, diretta e autentica, il valore, a volte nascosto e mal compreso, che la professione di Informatore Scientifico porta in campo tutti i giorni a beneficio di medici e pazienti.

Informatori.it ha ricevuto decine di messaggi: storie, testimonianze, riflessioni cariche di passione, orgoglio e gratitudine verso una professione che molti svolgono ormai da un’intera vita. Abbiamo anche letto con piacere le parole di alcuni medici che hanno espresso il loro apprezzamento per il supporto e la preziosa presenza degli Informatori nel corso della loro carriera.

Ora, è tempo di tirare le somme. Cosa amano gli Informatori Scientifici della loro professione? Abbiamo analizzato tutti i messaggi ricevuti e ora condividiamo con voi i temi e gli spunti che sono emersi con maggiore frequenza.

RAPPORTI PERSONALI PRIMA DI TUTTO


“Grazie, ora so cosa fare con il mio paziente, mi hai risolto un bel problema!”

“Sai che non ci avevo pensato a questo utilizzo? Farò sicuramente come dici tu!”

“Chiamo te perché sai tutto”

“Grazie, con una telefonata a te non ho perso mezz’ora a cercare informazioni su internet “

Nadia Stefanoni


L’aspetto che forse più di altri è stato citato come una delle ragioni principali per le quali gli Isf amano il proprio lavoro è quello dei rapporti personali. La professione di Informatore si basa in larga misura sul confronto e sul dialogo che, come evidenziato da numerose storie di vita quotidiana, non è mai a senso unico. L’informatore Scientifico è un vero e proprio supporto per il medico, un consulente e un importante punto di riferimento.

Sempre in relazione ai rapporti umani, non solo l’ambulatorio del medico ma anche la sala d’attesa è teatro di scambio, confronto e arricchimento personale. A volte si instaura un dialogo con in pazienti per ingannare il tempo che sembra non scorrere e in alcuni casi questi momenti, semplici e spontanei, forniscono spunti di riflessione importanti.

Non tutte le professioni offrono l’opportunità di avere un dialogo aperto con medici, infermieri, oss, farmacisti ma anche colleghi e pazienti. Non stupisce, dunque, il grande valore che gli Informatori hanno attribuito a questi aspetto, caratteristico della professione.

DESIDERIO DI RIABILITAZIONE E RIVALSA RISPETTO A UN RUOLO SPESSO MALINTERPRETATO


Per me il bello di essere ISF è poter trasmettere qualcosa di utile anche se tutti sono convinti che facciamo comparaggio

Simona Mattei


Un secondo tema che emerge, in maniera a volte latente, ma che risulta essere piuttosto “caldo” è quello legato all’interpretazione scorretta che generalmente si attribuisce alla figura dell’Informatore Scientifico. Negli scorsi mesi abbiamo trattato la questione, prendendo spunto dal servizio apparso su Striscia la Notizia che ha poi spinto Informatori.it a porre le fondamenta per la creazione della rubrica Il Bello di Essere ISF.

Stando alle diverse testimonianze ricevute, emerge da parte degli Informatori la ferma volontà di riaffermare e ri-raccontare il proprio ruolo per fornire una fotografia corretta della funzione degli ISF. Leggendo tra le righe dei messaggi, il senso di insofferenza circa l’opinione generale del pubblico traspare in maniera più o meno esplicita. La strada è ancora in salita ed è necessario continuare a diffondere le corrette informazioni.

LIBERTÀ E AUTONOMIA


“Il bello di essere Isf è dato dalla libertà di poter scegliere come affrontare ogni singola giornata.”

Raimondo Iandolo


Il senso di libertà che la professione di Informatore Scientifico concede è un ulteriore tema ricorrente. La possibilità di spostarsi giornalmente sul territorio, senza i vincoli imposti da un ufficio, è considerato un importante plus, unitamente ai margini di autonomia dettati dalla libertà di gestire e definire i propri impegni. Soprattutto per i lavoratori autonomi, l’opportunità di strutturare e mettere in pratica le proprie strategie, consente di apprezzare in maniera più intensa i risultati raggiunti, frutto del proprio lavoro.

UNA PROFESSIONE SFIDANTE


“La professione di Informatore è in grado di tirarti fuori qualcosa che non sapevi di avere. È una vera e propria palestra di vita e ti prepara ad ogni altra sfida professionale.”

Angela Tola


Ostacoli, difficoltà, sfide sono parole che spesso abbiamo ritrovato nei diversi messaggi. Il mestiere di Informatore Scientifico è certamente caratterizzato da questi elementi tuttavia, per molti, sono proprio le criticità incontrate a far emergere aspetti personali che diversamente sarebbero rimasti sopiti. Raggiungere e superare i propri limiti personali e professionali è un aspetto che gli Informatori Scientifici considerano importante e che hanno saputo apprezzare, valorizzando il lato positivo di ciascuna sfida, in un’ottica di crescita in qualità di professionisti ed individui. 

È BELLO ESSERE UN INFORMATORE?


Alcune frasi, alcuni pensieri, alcuni messaggi ricevuti dai medici mi fanno apprezzare il mio lavoro, che ritengo ancora, dopo molti anni, il lavoro più bello che ci sia!

Nadia Stefanoni


La professione di ISF, come tutte, è caratterizzata da luci e ombre. Si tratta di un’attività complessa dove sono necessarie competenze relazionali ma al contempo solide conoscenze scientifiche nella materia trattata. L’opinione che il pubblico si è formato è spesso scorretta, imprecisa e penalizzante e proprio per questo Informatori.it ha voluto porre l’accento su tutto ciò che bello c’è nella professione di ISF, secondo gli ISF.

Le testimonianze che abbiamo ricevuto sono lucide e consapevoli, anche in relazione agli aspetti meno entusiasmanti della posizione, ma ciascuna di esse è carica di forte orgoglio, soddisfazione, senso di appartenenza e gratitudine verso il ruolo di Informatore Scientifico.

Ringraziamo dunque tutti gli Informatori che ci hanno contattato in questi mesi inviandoci decine di messaggi, rendendo possibile questo progetto: GRAZIE!

Autore: Cristina Musumeci



Vaccino, green pass e informatori scientifici: il punto della situazione
“Non mettere le uova in un solo paniere”

Articoli correlati