Personale riflessione sulla vicenda Marvecs di un nostro stimato collega

Personale riflessione sulla vicenda Marvecs di un nostro stimato collega

In questi giorni si è riaperto un vaso di pandora chiuso e sigillato dall’indifferenza collettiva su quanto accaduto anni fa a circa 1200 Informatori del Farmaco, con la cessione dei rami di azienda da note multinazionali.

Mirko Ferrarini, nostro contributor, ha pubblicato sulla sua pagina facebook una personale riflessione sulla vicenda Marvecs che dopo anni è stata riaperta dalla magistratura con le prime sentenze.

“La vicenda Marvecs é stato uno dei capitoli più incresciosi nella storia della farmaceutica nazionale che ha visto coinvolti un gran numero di nostri colleghi (ISF) che hanno perso soldi oltre che il proprio posto di lavoro. Una truffa organizzata da aziende come Pfizer e Astra Zeneca che scaricarono come pacchi postali ISF indesiderati o che operavano in linee considerate essere non più strategiche e remunerative.

Venivano ceduti interi rami d’azienda a Marvecs, società con un capitale sociale dichiarato ridicolo, un particolare che avrebbe dovuto di per sé essere sufficiente ad allarmare coloro che avvallarono questa indegna operazione. Mi riferisco ai territoriali sindacali e alle segreterie generali che magnificarono l’operazione descrivendola come una opportunità per poter mantenere inalterata l’occupazione senza modificare le condizioni economiche e contrattuali dei lavoratori implicati.

Sappiamo tutti come andò invece a finire, ed è imbarazzante pensare, soprattutto per chi come me ha svolto un ruolo di delegato sindacale, che ci possa essere stata complicità da parte di chi invece avrebbe dovuto vigilare e impedire che l’operazione si concludesse in questo modo.

Noi come RSU in Novartis eravamo all’epoca preoccupati di una simile evenienza ovvero che l’azienda potesse ricorrere a cessioni di ramo d’azienda per poter sfoltire i propri organici, anche se al tavolo sindacale, da parte della DRU, avevamo avuto garanzie che non sarebbe mai stata utilizzata una prassi del genere ( come in effetti fino ad oggi è stato).

Ad ogni buon conto avevamo incaricato un legale che ci preparò un dossier sul tema delle cessioni di ramo d’azienda per poter parare il colpo in caso di necessità . Avevamo acquisito parecchi dati in materia che ci garantivano una certa efficienza e preparazione nel caso avessimo dovuto contrastare un’operazione di quel tipo.”

Autore: La Redazione

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